Al via Pontes, l’infrastruttura europea per la finanza tokenizzata
L’Eurosistema collega le piattaforme DLT alla moneta di banca centrale
Il 21 settembre 2026 l’Eurosistema ha avviato Pontes, la soluzione che consente di regolare in moneta di banca centrale le operazioni su attività tokenizzate nei mercati europei all’ingrosso. Il lancio risponde a una richiesta emersa nei test del 2024, quando gli operatori avevano indicato l’accesso a un’attività di regolamento priva del rischio di credito di un emittente privato come condizione per sviluppare il mercato. Al lancio avevano completato l’adesione tredici partecipanti di mercato, tra cui Deutsche Bank, Santander, Société Générale e la Banca europea per gli investimenti, e quattro operatori di piattaforme DLT; anche la Deutsche Bundesbank si era collegata in qualità di partecipante di mercato. Nello stesso giorno, la BCE ha annunciato l’avvio dei lavori preparatori per investire una piccola parte dei propri fondi in titoli tokenizzati, con regolamento attraverso Pontes.
Per chi vende un titolo, la sicurezza dell’operazione dipende sia dal coordinamento tra consegna e pagamento sia dalla natura del denaro ricevuto. Stablecoin e depositi tokenizzati possono essere usati nei nuovi mercati, ma rappresentano passività di emittenti privati e comportano rischi legati alla loro capacità di far fronte agli impegni. Pontes mette a disposizione la moneta di banca centrale, che costituisce l’attività di riferimento per il regolamento all’ingrosso perché il suo valore non dipende dalla solvibilità di una banca o di un emittente di token. Il servizio consente così alle piattaforme di mercato di adottare la tokenizzazione mantenendo l’accesso alla forma di moneta utilizzata per il regolamento definitivo tra intermediari.
Il funzionamento di Pontes
Pontes collega le piattaforme DLT ai servizi TARGET, le infrastrutture dell’Eurosistema per pagamenti, titoli e garanzie. Tra queste, T2 è il sistema in cui gli intermediari regolano in tempo reale i pagamenti in moneta di banca centrale. Se un’obbligazione viene trasferita su un registro distribuito, il suo acquisto richiede che la consegna del titolo e il pagamento del prezzo siano coordinati anche quando avvengono su sistemi separati. La consegna contro pagamento è un principio applicato anche nelle infrastrutture tradizionali, tra cui TARGET2-Securities, la piattaforma dell’Eurosistema per il regolamento dei titoli; Pontes lo rende utilizzabile tra piattaforme DLT di mercato e sistemi dell’Eurosistema.
La soluzione iniziale offre agli intermediari due modalità per regolare il pagamento in moneta di banca centrale, a seconda dell’infrastruttura utilizzata. Possono impiegare token sulla piattaforma DLT gestita dall’Eurosistema, trasferendo liquidità dai propri conti in T2 ai portafogli dedicati, oppure regolare il pagamento direttamente sui conti in T2. La prima modalità introduce una rappresentazione tokenizzata della liquidità utilizzabile durante la giornata operativa; la seconda collega la piattaforma su cui si trova il titolo direttamente ai conti di pagamento in T2. In entrambi i casi, la finalità giuridica della componente monetaria, cioè il momento in cui il pagamento diventa definitivo, resta inizialmente ancorata a T2: nel modello con token, il corrispondente movimento sui conti T2 si realizza quando la liquidità viene ritrasferita dai portafogli dedicati o alla chiusura della giornata.
Per coordinare la consegna del titolo e il pagamento, Pontes utilizza il protocollo Hash-Link: la piattaforma di mercato blocca il trasferimento del titolo e lo completa a favore dell’acquirente soltanto quando viene confermato il pagamento in moneta di banca centrale; se il pagamento non va a buon fine, il titolo non viene consegnato. La piattaforma DLT che registra il titolo conserva le proprie regole per stabilire quando il trasferimento dell’attività diventa definitivo, mentre Pontes disciplina il regolamento della componente monetaria. La sincronizzazione dei due movimenti consente la consegna contro pagamento tra infrastrutture diverse, pur richiedendo che le rispettive regole operative e giuridiche siano compatibili.
La tokenizzazione può semplificare il ciclo di vita degli strumenti finanziari, avvicinando emissione, negoziazione, regolamento e gestione successiva del titolo e rendendo automatici alcuni passaggi che oggi richiedono l’intervento di sistemi diversi. La possibilità di collegare quelle attività al pagamento in moneta di banca centrale affronta uno dei vincoli emersi nella sperimentazione, senza richiedere che i titoli e il denaro siano registrati sulla stessa piattaforma.
Chi può utilizzare l’infrastruttura
L’accesso a Pontes riflette la sua destinazione alle operazioni all’ingrosso, poiché i partecipanti di mercato devono avere accesso a T2 secondo le regole dei servizi TARGET. Tra gli operatori delle piattaforme ammissibili rientrano i depositari centrali autorizzati, i gestori dei sistemi di regolamento o di negoziazione e regolamento del regime pilota DLT, gli operatori di sistemi di pagamento stabiliti nell’UE o nel SEE e sottoposti a sorveglianza, e le controparti centrali autorizzate ai sensi del regolamento europeo sulle infrastrutture di mercato (EMIR). Possono inoltre essere ammessi banche, imprese di investimento, gestori di mercato e altri enti finanziari autorizzati, se sottoposti a vigilanza specifica come infrastrutture di mercato oppure valutati caso per caso dalla banca centrale nazionale competente. I tredici partecipanti e i quattro operatori DLT che avevano completato l’adesione rappresentano il primo nucleo del servizio, il cui accesso resta riservato agli operatori qualificati e non introduce un mezzo di pagamento per i cittadini.
La BCE si prepara a investire in titoli tokenizzati
Con l’avvio dei lavori preparatori per acquistare titoli tokenizzati, la BCE ha affiancato al lancio di Pontes la prospettiva di utilizzare il servizio anche come investitore. Gli acquisti riguarderebbero una piccola parte del portafoglio di fondi propri e si concentrerebbero inizialmente su titoli denominati in euro emessi da amministrazioni pubbliche dell’area, agenzie e istituzioni sovranazionali europee. Il portafoglio interessato non è utilizzato per la politica monetaria e le operazioni saranno regolate in moneta di banca centrale tramite Pontes. La BCE punta ad acquisire esperienza nell’intero processo di investimento, dall’esecuzione degli ordini alla gestione dei titoli in portafoglio; gli importi, i tempi e le modalità operative saranno stabiliti dal Comitato esecutivo al termine dei lavori preparatori, tenendo conto anche delle emissioni disponibili.
La presenza della BCE tra gli acquirenti, se si concretizzerà, può contribuire a superare una difficoltà tipica dei mercati nascenti: gli emittenti hanno bisogno di investitori e di infrastrutture utilizzabili, mentre gli investitori chiedono titoli disponibili, regole chiare e un mercato sufficientemente liquido. Una quota ridotta di acquisti non basterebbe tuttavia, da sola, a creare scambi regolari tra operatori. Dal 30 marzo 2026 l’Eurosistema accetta inoltre come garanzia, alle condizioni previste dal proprio quadro ordinario, alcuni titoli emessi presso depositari centrali mediante servizi DLT. Il perimetro è per ora circoscritto agli strumenti che possono essere regolati nei sistemi ammissibili e raggiungibili tramite TARGET2-Securities; l’accettazione generalizzata di titoli emessi e regolati interamente su altre reti resta oggetto di valutazione. Infrastruttura di pagamento, possibile presenza della BCE tra gli investitori e utilizzo di determinati titoli come garanzia intervengono così su tre elementi diversi della stessa filiera.
I limiti della fase iniziale
Secondo la documentazione operativa della BCE, Pontes segue inizialmente i giorni lavorativi di T2: dalle 8 alle 9 si svolgono le attività preparatorie e il regolamento delle operazioni è disponibile dalle 9 alle 16. Questa finestra limita l’uso continuativo di una tecnologia che potrebbe funzionare oltre la giornata bancaria, mentre la finalità della componente monetaria sul registro DLT dell’Eurosistema dipende ancora dal corrispondente passaggio in T2. La BCE prevede di ampliare gradualmente funzioni e orari e ha indicato il 2028 come orizzonte per la piena attuazione, lasciando a sviluppi successivi la continuità del servizio e una maggiore programmabilità della moneta di banca centrale.
Perché il collegamento tra infrastrutture contribuisca a formare un mercato integrato, i titoli devono poter essere emessi, custoditi e trasferiti secondo regole compatibili, mantenendo riconoscibili i diritti degli investitori quando passano da una piattaforma all’altra. Servono inoltre operatori disposti a fornire liquidità, sistemi di garanzia utilizzabili e certezza sulla finalità dei trasferimenti. Pontes affronta il problema del pagamento in moneta di banca centrale, ma la crescita dei volumi dipenderà anche dall’evoluzione delle emissioni e delle altre componenti del mercato.
Il percorso verso Appia
L’esperienza operativa di Pontes alimenterà Appia, il programma con cui l’Eurosistema studia come organizzare un mercato europeo in cui le piattaforme tokenizzate possano operare come parti di un sistema integrato. Tra le architetture considerate ci sono una rete condivisa e più registri interoperabili; in entrambi i casi serviranno regole comuni per trasferire titoli e relativi diritti tra piattaforme diverse, gestire le garanzie e assicurare che le operazioni abbiano un esito definitivo. Appia dovrebbe produrre entro il 2028 un progetto complessivo, tenendo conto dei problemi emersi nell’utilizzo di Pontes; le scelte sul modello di lungo periodo guideranno a loro volta l’evoluzione del servizio.
Conclusioni
Pontes offre agli intermediari una modalità di regolamento in moneta di banca centrale senza imporre loro di utilizzare la stessa piattaforma per i titoli, ma la disponibilità del servizio non dice ancora quanto verrà utilizzato né se i benefici giustificheranno l’adattamento delle infrastrutture di mercato. Le adesioni al lancio indicano interesse; saranno la continuità delle emissioni, i volumi regolati e la liquidità degli scambi a mostrare se il collegamento può sostenere un mercato autonomo. La prima verifica riguarda quindi la capacità di trasformare un’infrastruttura funzionante in un’attività regolare, mentre il lavoro su Appia dovrà affrontare i problemi che Pontes lascia aperti nella circolazione dei titoli tra piattaforme diverse.