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Istituzioni finanziarie, Tecnologia

Visa amplia l’impiego delle stablecoin nei pagamenti

Le stablecoin tra integrazione e concorrenza

Autore: Staff 27 ottobre 2026 6 min di lettura Iscriviti alla newsletter

I regolamenti in stablecoin di Visa hanno superato i 25 miliardi di dollari su base annualizzata, dieci volte il livello di un anno prima. L’espansione apre un confronto competitivo con i servizi di trasferimento e regolamento tradizionali, mentre l’integrazione delle stablecoin consente a Visa di partecipare a flussi che potrebbero svilupparsi al di fuori del circuito. Il valore del circuito dipende quindi anche dai servizi che accompagnano il trasferimento, come l’accesso alla rete degli esercenti e il coordinamento degli operatori coinvolti.

Dal pagamento al regolamento

Visa gestisce il circuito che collega gli emittenti delle carte agli acquirer, gli operatori che curano l’incasso per gli esercenti, ruoli svolti da banche e altri intermediari. Quando un terminale conferma un acquisto, il cliente vede l’autorizzazione dell’operazione, mentre i soggetti coinvolti devono poi regolare le somme dovute, che possono derivare dall’aggregazione di numerosi pagamenti. Visa consente ai partner abilitati di utilizzare stablecoin in questa fase, modificando il trasferimento delle risorse tra operatori senza richiedere che ogni acquisto generi una transazione sulla blockchain.

Per un operatore che detiene già liquidità in USDC, poterla utilizzare per regolare gli obblighi verso Visa può ridurre la necessità di convertirla preventivamente in valuta tradizionale e trasferirla attraverso ulteriori rapporti bancari. L’esercente può continuare a ricevere valuta tradizionale e il consumatore a utilizzare la propria carta. Questa separazione tra esperienza di pagamento e infrastruttura di regolamento spiega perché l’adozione possa svilupparsi anche senza una richiesta esplicita degli utenti finali. La decisione economica viene presa dagli intermediari, che confrontano le modalità disponibili per finanziare e completare i flussi già gestiti.

Il valore economico della liquidità

Il vantaggio potenziale emerge quando gli orari delle infrastrutture costringono un operatore a predisporre risorse prima che siano effettivamente necessarie. Una società attiva su più mercati può dover anticipare fondi per sostenere i pagamenti durante un fine settimana, mantenendo disponibilità precauzionali su diversi conti. La possibilità di trasferire stablecoin in modo continuativo può consentire una gestione più aderente ai fabbisogni: è questa la logica della funzionalità di Visa Direct che permette di alimentare in USDC le disponibilità destinate ai pagamenti transfrontalieri.

La maggiore flessibilità può ridurre il tempo di immobilizzo della liquidità, ma restano necessari capitale proprio o credito quando le somme dovute al circuito precedono gli incassi dagli utenti, anche se il regolamento avviene su blockchain. Le linee di finanziamento collegate ai dati di regolamento di Visa mostrano come questa esigenza possa essere gestita attraverso un’erogazione più aderente agli importi dovuti, mantenendo coordinati il trasferimento delle risorse e le fonti necessarie a sostenerlo.

La convenienza va però misurata sul percorso completo, includendo conversioni, disponibilità della valuta finale e costi dei servizi coinvolti. Una ricerca della Banca d’Italia, basata su trasferimenti di 200 USDC lungo dieci corridoi internazionali, non ha rilevato un vantaggio di costo sistematico rispetto ai canali tradizionali. Le principali frizioni riguardavano l’ingresso e l’uscita dal circuito delle stablecoin, mentre il trasferimento sulla blockchain pesava solo marginalmente. Pur riferendosi a rimesse al dettaglio, il risultato chiarisce un criterio utile anche in ambito istituzionale: ridurre il costo di una componente produce valore quando migliora l’economia dell’intero servizio.

Perché Visa integra le stablecoin

Il valore di un circuito come Visa comprende l’accesso agli esercenti, l’autorizzazione delle operazioni e la gestione dei rapporti tra soggetti che utilizzano sistemi differenti. La sua posizione dipende da questa capacità di coordinamento. Integrando le stablecoin nel regolamento e collegandole alle carte, il circuito può partecipare ai nuovi flussi mantenendo una funzione nell’organizzazione del pagamento. La diffusione di una tecnologia alternativa può così alimentare anche la domanda dei servizi di chi riesce a incorporarla. La rete di accettazione esistente riduce l’onere, per i nuovi operatori, di convincere singolarmente gli esercenti ad adottare un diverso strumento.

Il supporto a cinque stablecoin su dieci blockchain rende evidente il valore di questo collegamento tra sistemi. La trasferibilità di un token su una rete non assicura che ogni controparte possa utilizzarlo per adempiere ai propri obblighi o convertirlo nella valuta necessaria. Contano l’accettazione dello strumento, l’accesso alla liquidità e l’integrazione con i processi operativi. Visa cerca di offrire un punto di raccordo tra queste esigenze. La conseguenza competitiva è che una maggiore apertura dell’infrastruttura può convivere con la concentrazione dei servizi presso operatori capaci di aggregare reti, valute e rapporti commerciali.

Questa scelta può essere letta anche come una risposta al rischio che altri operatori costruiscano servizi di pagamento utilizzando direttamente le stablecoin. Se un numero crescente di esercenti fosse in grado di riceverle e gestirle, alcuni acquisti potrebbero svolgersi senza il passaggio attraverso una carta. In quel contesto, la posizione dei circuiti dipenderebbe maggiormente dalla qualità dei servizi aggiuntivi e dalla convenienza complessiva per chi paga e incassa. Il valore commerciale dell’integrazione dipenderà quindi dai servizi per cui utenti e operatori saranno disposti a pagare.

Dai portafogli digitali alla spesa quotidiana

I programmi di carte Visa collegate a stablecoin sono oltre 225, con circa cinque milioni di carte in più di cinquanta Paesi e volumi cresciuti di oltre il 150% rispetto all’anno precedente. Attraverso queste carte, il titolare può spendere i saldi di un portafoglio digitale presso gli esercenti del circuito, mentre il gestore verifica la disponibilità delle risorse e ne organizza l’eventuale conversione. Per il commerciante, l’incasso può continuare ad avvenire in valuta tradizionale senza richiedere la gestione dei token; per l’utente, il saldo digitale diventa utilizzabile attraverso uno strumento di pagamento già familiare.

Le carte collegate a stablecoin e il regolamento in stablecoin descrivono quindi due dimensioni distinte dell’adozione. Nel primo caso cambia la risorsa utilizzata dal titolare per finanziare la spesa, che può essere convertita in valuta tradizionale prima del regolamento; nel secondo cambia lo strumento con cui gli intermediari adempiono agli obblighi verso il circuito, anche per pagamenti espressi in valuta tradizionale. La distinzione permette di interpretare correttamente i dati di crescita e di valutare dove si produca il beneficio: nell’accesso alla spesa, nella gestione dei flussi tra operatori o nella combinazione delle due funzioni.

Conclusioni

Il caso Visa indica che l’adozione delle stablecoin coinvolge sia la gestione dei flussi finanziari sia l’accesso ai servizi con cui imprese e consumatori effettuano i pagamenti. L’integrazione può rendere più flessibile il regolamento, mentre la rete di accettazione e il coordinamento degli operatori continuano a rappresentare componenti del servizio offerto dal circuito. La posizione competitiva di Visa dipenderà dalla capacità di combinare questi elementi in modo conveniente rispetto alle alternative, comprese quelle costruite direttamente su blockchain. La convenienza andrà misurata sull’intero processo di pagamento, considerando insieme la gestione della liquidità, i costi di conversione e la fruibilità del servizio.

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