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Tecnologia, Ecosistema

Binance, EIP-7702 e la sicurezza delle deleghe

Il controllo delle firme nei wallet che eseguono codice

Autore: Staff 4 novembre 2026 7 min di lettura Iscriviti alla newsletter

L’attacco a Binance del 29 ottobre 2026 ha provocato la sottrazione di asset per circa 6,3 miliardi di dollari. Su Ethereum, gli aggressori hanno utilizzato le funzionalità di delega introdotte da EIP-7702 per far eseguire a un wallet della piattaforma codice sotto il proprio controllo. Una volta registrata sulla rete, la delega ha consentito di movimentare i fondi mediante chiamate al wallet senza nuove firme di quell’account, anche sui saldi affluiti successivamente. Il controllo ottenuto persisteva fino alla rimozione o sostituzione della delega, indipendentemente dalla sospensione dei prelievi disposta dalla piattaforma. L’episodio riporta l’attenzione sulla sicurezza della custodia e sui poteri che una firma può attribuire oltre la singola operazione.

La firma come punto di compromissione

L’attacco ha combinato trasferimenti ordinari e autorizzazioni di delega, entrambi basati su firme valide riconducibili ai wallet Binance. Nel rapporto preliminare pubblicato il 3 novembre, la piattaforma ha descritto l’accesso abusivo a un servizio interno di firma, utilizzato per avviare operazioni fuori dal normale processo di prelievo. I trasferimenti hanno interessato più reti, fra cui Bitcoin, Tron e Solana, mentre su Ethereum è stata utilizzata anche EIP-7702. La delega rappresenta quindi uno dei meccanismi impiegati nell’attacco e non spiega, da sola, le sottrazioni sulle altre blockchain. Le firme verificabili collegano le autorizzazioni ai wallet coinvolti, mentre la ricostruzione dell’accesso ai sistemi richiede evidenze sull’infrastruttura interna.

La protezione del materiale necessario a firmare e il controllo delle richieste sottoposte al firmatario costituiscono livelli distinti della sicurezza. Un servizio compromesso può ottenere firme su istruzioni abusive anche senza estrarre direttamente una chiave privata. Binance ha precisato che il wallet interessato utilizzava un sistema basato sul calcolo multiparte (MPC), nel quale più componenti contribuiscono alla produzione della firma. La produzione distribuita della firma non sostituisce i controlli sulle richieste, che possono essere formalmente corrette e contrarie alle regole operative del custode. Il rapporto preliminare del 3 novembre descrive una campagna articolata su più dispositivi e servizi, mentre restano in corso le indagini e la revisione indipendente.

Come cambia il controllo di un account

EIP-7702, introdotta con l’aggiornamento Pectra del 7 maggio 2025, consente a un account Ethereum controllato direttamente da una chiave privata di eseguire il codice di uno smart contract. Il titolare può aggiungere funzionalità al portafoglio mantenendo lo stesso indirizzo e senza trasferire i fondi altrove. Diventa possibile riunire più operazioni in una sola transazione, far pagare le commissioni a un altro soggetto oppure definire regole specifiche per l’utilizzo dei fondi. Limiti di spesa e permessi circoscritti dipendono però dal codice scelto per gestire il wallet, perché l’aggiornamento abilita queste funzioni senza applicarle automaticamente. La delega attribuisce al codice la possibilità di agire nel contesto dell’account, con accesso alle sue disponibilità e ai diritti esercitabili verso altri contratti.

L’autorizzazione firmata specifica il contratto dal quale utilizzare il codice, l’identificativo della rete e il nonce dell’account, il contatore verificato dal protocollo per applicare la delega. Nell’account viene registrato un riferimento a quel codice, che può essere eseguito quando il wallet riceve una chiamata. La delega persiste oltre la transazione che l’ha introdotta, fino alla sua sostituzione o rimozione mediante una nuova autorizzazione valida. La firma della delega è distinta da quella della transazione che la pubblica, la quale può essere inviata e pagata da un soggetto diverso. Chi può produrre una firma valida per l’account conserva il potere di autorizzare trasferimenti e cambiare la delega, anche quando il codice prevede più approvazioni. L’eventuale ricorso a una firma distribuita rimane una scelta distinta, che richiede controlli propri sui componenti coinvolti.

Dalla delega allo svuotamento del wallet

Secondo le analisi di TRM Labs, gli aggressori hanno presentato un’unica transazione contenente cinquanta autorizzazioni EIP-7702 sottoscritte con la chiave associata a Binance 14, un wallet Ethereum della piattaforma. Le autorizzazioni coprivano valori consecutivi del nonce, per adattarsi a un account che continuava a elaborare operazioni. Una delle autorizzazioni è stata applicata, registrando il riferimento al codice predisposto dall’aggressore e abilitandone l’esecuzione nel contesto del wallet. La presenza di una firma valida non basta infatti a rendere applicabile una delega, che deve rispettare anche le condizioni su rete, nonce e stato dell’account. Il numero delle autorizzazioni documenta la preparazione della sequenza operativa, senza dimostrare, da solo, come siano state ottenute le firme.

Blockaid ha stimato in circa 2,5 miliardi di dollari, ai prezzi del momento, il valore degli asset spostati nella prima grande operazione da Binance 14. Nella sua ricostruzione, il codice consentiva all’aggressore di impartire istruzioni e richiamare altri contratti attraverso l’account compromesso. Il wallet delegato esercitava inoltre poteri di controllo su un distinto smart account Binance, dai quali è derivata la possibilità di trasferire ulteriori USDC. La persistenza della delega ha consentito successive sottrazioni di fondi affluiti dopo il primo svuotamento, attraverso nuove chiamate al wallet. Non era necessaria una nuova firma di Binance 14 per ogni movimentazione eseguita mediante quel codice. L’esposizione comprendeva pertanto i nuovi saldi e i diritti esercitabili verso altri account, oltre alle disponibilità iniziali.

Controlli sulle firme e poteri dei wallet

Un’autorizzazione che cambia il codice eseguito da un wallet richiede un controllo distinto da quello applicato ai prelievi. La verifica comprende il comportamento del contratto indicato, i suoi eventuali meccanismi di aggiornamento e la rete sulla quale la firma potrà essere utilizzata. Un identificativo di rete pari a zero permette di riutilizzare l’autorizzazione su altre reti che supportano EIP-7702, se le condizioni dell’account ne consentono l’applicazione. L’esame dei dati sottoscritti precede la firma e riguarda la delega stessa, che non specifica importi o destinatari dei successivi trasferimenti. Il valore nullo di una transazione non implica quindi un’esposizione economica nulla, se quella transazione modifica i poteri dell’account. La separazione dei ruoli coinvolge i sistemi che preparano, verificano e firmano le richieste, riducendo la dipendenza degli approvatori da un’unica rappresentazione dell’operazione.

Il monitoraggio comprende i cambiamenti della delega e i poteri che ciascun wallet esercita verso altri account. La sospensione dei prelievi dal servizio non rimuove una delega già attiva, perché le chiamate esterne possono continuare a eseguirne il codice. La rimozione richiede una nuova autorizzazione valida che indichi l’indirizzo nullo al posto del contratto delegato. Il percorso di firma per l’emergenza conserva quindi rilievo anche nei sistemi MPC, nei quali occorre coordinare i componenti necessari a produrre quella firma. La revoca non annulla trasferimenti già eseguiti né cancella eventuali permessi di spesa concessi nei contratti dei token, che richiedono controlli separati. Rimane inoltre necessario impedire nuove firme abusive e sospendere i trasferimenti di tesoreria verso gli indirizzi esposti, perché la sola revoca non ripristina l’integrità dell’infrastruttura.

Conclusioni

Nell’attacco a Binance, la delega prevista da EIP-7702 ha esteso gli effetti della compromissione oltre i singoli trasferimenti, attribuendo agli aggressori poteri persistenti sui fondi. L’aggiornamento ha fornito un meccanismo di esecuzione, mentre il rapporto preliminare della piattaforma colloca l’accesso abusivo nel servizio interno di firma. Le due evidenze riguardano livelli distinti e non dimostrano una violazione delle regole del protocollo Ethereum. Per la custodia, il controllo comprende pertanto la produzione delle firme, i poteri concessi attraverso le deleghe e le autorizzazioni che possono restare attive dopo la loro rimozione. La solidità del sistema si misura nella capacità di mantenere verifiche indipendenti e procedure di contenimento utilizzabili durante un incidente, riducendo il rischio che la compromissione di un componente si estenda al controllo degli asset.

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